La Cannabis: la parola del nostro esperto Matteo Panizzi

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Introduzione del Presidente Andi Shehu:

“È un impegno politico preciso di Volt quello di voler mettere l’evidenza scientifica aI servizio del benessere sanitario, economico e sociale dei cittadini italiani, dell’Europa e del mondo.

Questo articolo di Matteo Panizzi sottolinea con forza questo approccio su un tema complesso come quello della legalizzazione della Cannabis.”

Un po’ di informazione: quali sono le evidenze scientifiche

La letteratura scientifica è ricchissima e concorde nell’affermare che gli effetti della cannabis sulla salute (mentale) sono correlati ad un inizio precoce dell’assunzione (il neurosviluppo prosegue fino a circa 21 anni), ad un consumo quotidiano/massiccio (abuso), ad alti livelli di THC con un alto rapporto THC/CBD e alla predisposizione individuale genetica e ambientale (età, status economico, abitare in città, familiarità, eventi traumatici/stressanti e caratteristiche del nucleo familiare, ecc…).

Un altro aspetto molto interessante è che, spesso, l’abuso di cannabis non sia la causa della malattia, ma una concausa della slatentizzazione (ovvero la manifestazione della malattia prima in forma latente): in questo senso il consumo di cannabis si configurerebbe come un prodromo della malattia stessa (per esempio come consumo autoterapeutico per alleviare l’ansia). In sintesi, l’abuso della sostanza, in alcuni casi, sarebbe parte della malattia in fase precoce.

In virtù delle nuove conoscenze sul tema, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato ai membri delle Nazioni Unite di modificare le tabelle delle sostanze pericolose presenti nella Convenzione Unica sugli Stupefacenti. La raccomandazione dell’OMS è quella di spostare i principi attivi presenti nella cannabis dalla IV alla tabella I di eliminare alcuni derivati dalle tabelle.

Recentemente quindi l’ONU ha recepito, grazie anche al voto favorevole dell’Italia, queste raccomandazioni sul valore medico della cannabis: un passo fondamentale che porterà finalmente alla modifica, basata sulle evidenze scientifiche, della Convenzione Unica sugli Stupefacenti.

I vantaggi della liberalizzazione tra Salute ed ordine pubblico: cosa propone Volt.

In Italia la liberalizzazione della cannabis light (periodo 2016-2018) ha ridotto il ricorso al mercato illegale da parte dei consumatori. La liberalizzazione di varietà a contenuto medio di THC potrebbe amplificare ancora di più questo risultato positivo. Il consumatore medio tornerebbe nei canali legali, con una conseguente spinta verso il basso dei valori medi di principio attivo della cannabis consumata.

Liberalizzando la sola cannabis light, si rischia di ottenere un risultato non duraturo perché dopo una prima fase di riduzione (“effetto novità”) il consumatore potrebbe ritornare al mercato illegale: la liberalizzazione di cannabis a medi contenuti di THC potrebbe prevenire questo ritorno e stabilizzare i livelli di principio attivo.

La proposta di Volt Italia riflette le nuove evidenze scientifiche e si pone come obiettivo primario la tutela della Salute del consumatore tramite l’adozione di politiche di Riduzione del Danno. La proposta è infatti inserita nella sezione riguardante la tutela della Salute Mentale.

Gli obiettivi sanitari di Riduzione del Danno sono perseguiti tramite il monitoraggio dei consumi, della qualità del prodotto, delle concentrazioni dei principi attivi e l’educazione al consumo consapevole. In particolare, è ritenuta fondamentale la tutela degli adolescenti e dei consumatori durante il neurosviluppo su un duplice versante: la riduzione dell’accesso alla sostanza tramite l’imposizione di un limite di età per il consumo e di consumo (limiti attuabili utilizzando il Fascicolo Sanitario Elettronico) e la riduzione del contatto con la criminalità, la vera causa del passaggio alle “droghe pesanti”.

Tramite un Monopolio di Stato (come per il tabacco) sulla sostanza verrebbe istituita una garanzia statale sul rispetto delle disposizioni di legge sia per quanto riguarda la vendita di infiorescenze e derivati, sia per quanto riguarda la vendita di sementi; mentre l’autocoltivazione rimarrebbe libera fino al numero di piante stabilito per legge.

Volt Italia vuole quindi bilanciare la libertà individuale con le evidenze scientifiche sul tema e la Salute dei consumatori.

Non mancano sul versante economico importanti e ben noti risvolti, specie in risposta a questo momento di crisi, dalla creazione di posti di lavoro in attività biosostenibili (bioedilizia, tessile, produzione di carta ecc) all’aumento gettito fiscale da riutilizzare in prevenzione.

Matteo Panizzi

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