La strada per una democrazia europea

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Conferenza sul Futuro dell’UE: la strada per una democrazia europea

Il 19 aprile la Commissione Europea ha inaugurato la piattaforma digitale per la conferenza del futuro dell’Europa (ne parliamo qua della sua origine https://www.voltitalia.org/notizie/10-04-21-cofe). Per partecipare è semplice: sul sito futureu.europa.eu/ ci si iscrive, poi si può direttamente condividere le proprie idee, commentare quelle altrui, partecipare o organizzare un evento.

I contributi sono divisi in argomenti principali tra cui cambiamento climatico, ruolo dell’UE nel mondo, salute economia. Io volevo concentrarmi in questa puntata di #VoltidiVolt sul tema democrazia europea (https://futureu.europa.eu/processes/Democracy). 

La domanda che mi sono posto è la seguente: L’UE è democratica? Se no, questo esperimento di partecipazione dei cittadini può farla diventare?

In breve, no. L’UE non è una comunità democratica, almeno non come la pensiamo noi in Italia e negli altri stati membri, proprio perché per sua costruzione e suddivisione in organi e funzionamenti, l’UE è stata pensata per essere un’organizzazione internazionale dove gli stati membri (e i loro governi) fanno da padroni e prendono le decisioni più rilevanti. Nella storia dell’integrazione europea la democratizzazione è sempre stata al centro del dibattito e sicuramente grazie anche alle elezioni europee abbiamo una forma di proto-democrazia, ma la democrazia europea è ancora una bozza.

Questo esperimento la renderà democratica? Si può dire certamente che questo esperimento della Conferenza del Futuro dell’Europa appena iniziato ha una portata notevole, anche se ridotta perché non ha come obiettivo quello di cambiare i trattati, ma solo di creare un dibattito europeo. Cambiare i trattati per noi è un obiettivo importante ma crediamo maggiormente che la democrazia nasca dal dibattito dei cittadini, dalle mobilitazioni e dalle idee. Noi auspichiamo un cambiamento dal basso perché la democrazia la fanno i cittadini non le istituzioni.

Il Parlamento europeo sarebbe solo una stanza vuota (o 2 visto che ci sono due sedi) se non ci fossero i rappresentanti eletti dai cittadini. Possiamo incontrare limiti nella partecipazione, nell’iniziativa legislativa, ma se i cittadini credono nel cambiamento, si troverà un modo per realizzarlo, se con le elezioni europee o quelle nazionali, con una piattaforma digitale oppure dentro i partiti europei (come Volt).

Tra le idee proposte nella piattaforma (per la democrazia europea sono 178, agg. al 26/04) ce ne sono svariate ma le principali chiedono: l’istituzione di una federazione europea (123) , una lingua comune (12), maggior potere al parlamento europeo come il potere di iniziativa legislativa (12), riforma delle elezioni europee (12), istituire festa nazionale il 9 maggio (1), elezione diretta presidente commissione europea (12) e creazione di un governo europeo (1) .

Ognuna di queste idee può essere seguita o sottoscritta, ma anche modificata, per poter così raccogliere più punti di vista rispetto ad una tematica. 

Una nota critica sulla piattaforma è che i filtri per organizzare meglio le idee sono scarsi per questo osserviamo idee ripetute (repetita iuvant). Sono passati solo 5 giorni e tra qualche mese sarà veramente difficile orientarsi tra tutte le idee. In questo modo anziché favorire la partecipazione la si disincentiva..

In un secondo momento, che partirà a settembre, si organizzeranno panel e dibattiti online e dal vivo utilizzando proprio queste idee e i commenti dei cittadini. La possibilità che ognuno possa organizzare un evento è davvero innovativa, però anche qua quando ci sono troppe informazioni e troppi eventi, il caos può portare a una minore partecipazione.

Sul terzo momento ovvero dopo che si faranno dibattiti, scritte relazioni, raccolte opinioni, e si deciderà che direzione prendere, c’è molta incertezza e forse non ci sarà la concretezza per realizzare queste idee. 

Io penso che comunque vada questo esperimento di democrazia europea verrà ricordato e le idee che sono circolate non rimarranno in qualche cloud a prendere la polvere, ma verranno discusse a livello locale, in Volt, nei parlamenti e alla fine prima o poi verranno concretizzate.

Diamo energia al futuro dell’UE, unisciti a Volt.

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