Legalizzazione della cannabis

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L’appello al Presidente della Commissione Giustizia della Camera, il Recovery Plan e Volt, il partito paneuropeo

La legalizzazione della Cannabis è nel programma di Volt Europa.

Ma la cannabis non è pericolosa?

Quando guardiamo ai fatti, la Cannabis non è una sostanza stupefacente pericolosa: l’ONU l’ha definitivamente rimossa dall’elenco (Dic 2020), seguendo una serie di raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Genn 2019). La Commissione sugli Stupefacenti (Cnd) delle Nazioni Unite ha riconosciuto le proprietà terapeutiche della cannabis.

Il consumo ricreativo è meno pericoloso rispetto a quello di alcol, sia in termini di dipendenza che di danno (www.thelancet.com 2007 e altri).

L’abuso è invece dannoso, soprattutto nell’età dello sviluppo: in questo caso i consumatori non vanno criminalizzati, ma bisogna offrire soluzioni di salute pubblica.

Ci sono degli esempi di legalizzazione da “imitare”? E perché Volt crede che la cannabis non preoccupi gli italiani?

Guardando alle migliori pratiche, in tutto il mondo si approvano leggi sulla cannabis. Negli Stati Uniti ormai più di un terzo degli americani vive in uno Stato con una piena legalizzazione, la cannabis sta per essere depenalizzata a livello federale e non c’è alcuna evidenza di aumento di abuso o delinquenza .

Inoltre nei nostri tour d’ascolto, il consumo di cannabis non è sostanzialmente mai citato come una preoccupazione in termini di sicurezza o legalità.

Intanto sono oltre 6 milioni gli italiani che consumano cannabis, rivolgendosi al mercato criminale, mettendo a rischio la propria salute e venendo a contatto con lo spaccio di sostanze veramente pericolose.

Insomma: evidenza scientifica dei dati, migliori pratiche in sempre più parti del mondo, ascolto delle persone. Volt non poteva non essere a favore della legalizzazione del consumo della cannabis.

È assolutamente ora di fare progressi nel dibattito pubblico e nella normativa.

Quale proposta di Legge sostiene Volt?

Per questo oggi sosteniamo la proposta di legge di modifica dell’articolo 73 del Testo unico stupefacenti a prima firma Riccardo Magi (C.2307) per l’introduzione di pene di più lieve entità e per decriminalizzare la condotta della coltivazione domestica.

Abbiamo a questo riguardo sottoscritto (insieme all’Ass. Meglio Legale e a molte altre), l’appello iocoltivo.eu al Presidente della Commissione Giustizia della Camera, Onorevole Mario Perantoni, per arrivare quanto prima a un voto della Commissione stessa che consenta il dibattito in Parlamento di un tema così importante.

Nei giorni seguenti cercheremo di sensibilizzare tutti i parlamentari della commissione, chiedendo l’adesione all’appello.

In Italia quasi certamente non ci saranno altre occasioni per discutere di cannabis oltre questa, entro la fine della Legislatura. Ecco perché non possiamo perderla.

La ministra Cartabia è stata audita in commissione giustizia e nei prossimi giorni i capigruppo dovranno dichiarare quali sono i disegni di legge a cui dare priorità. 

La legalizzazione della Cannabis è del tutto coerente al raggiungimento degli obiettivi elencati nelle dichiarazioni programmatiche di Draghi, e a quelli relativi alla Giustizia e al Mezzogiorno in particolare.

Inoltre tribunali più efficienti e miliardi annuali di profitto tolti alle mafie, giusto?

Per quanto riguarda il miglioramento dell’efficienza dei tribunali, la legalizzazione sgraverebbe decisamente il loro lavoro: 14 su 47mila degli ingressi in carcere nel 2018 sono legati all’art. 73 (spaccio).

In secondo luogo quello relativo al Mezzogiorno e alla lotta alle mafie, per cui basterà citare il procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho “…con la legalizzazione delle “droghe leggere” le forze dell’ordine potrebbero concentrare tutti i loro sforzi per inseguire i grandi capitali dei narcotrafficanti invece di arrestare i consumatori e i piccolo spacciatori”. Il consumo di cannabis è infatti un fenomeno di massa che coinvolge ogni anno il 58% delle operazioni antidroga.

Con la legalizzazione si sottrarrebbero alle mafie profitti per 6 miliardi di Euro all’anno, da investire in un consumo consapevole e nelle politiche di minimizzazione del danno, oltre a rilanciare l’intero settore industriale della canapa, con ricadute occupazionali pari a circa 350 mila nuovi addetti.

Cosa stiamo aspettando? Sottoscriviamo l’appello IoColtivo.eu

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