VOLT ITALIA

Il programma di Volt Italia per le Elezioni 2022

Ambiente

01

Economia

02

Società e diritti

03

Scarica il programma di Volt Italia

Ambiente

Volt ritiene fondamentale agire sulla linea dei seguenti interventi e obiettivi:

  • garantire gli investimenti necessari al completamento di una rete transeuropea ad alta velocità per muovere velocemente merci e persone. Nello specifico questo sara’ possibile solo se durante lo sviluppo delle linee nelle regioni settentrionali si collaborerà con gli enti delle nazioni limitrofe.
  • sovvenzionare gli investimenti negli hub intermodali, consentendo così l’assemblaggio di treni merci più capienti e, di conseguenza, un abbattimento dei costi di trasporto. Su questa linea e’ fondamentale che anche per le linee nazionali si tenga in conto non solo il trasporto di persone ma anche merci.
  • accelerare i processi di omologazione degli standard ferroviari tra i vari Stati membri, in modo da permettere l’interoperabilità dei treni utilizzati.
  • sviluppo di una rete ferroviaria alta velocità sulle direttrici nord-sud e soprattutto est-ovest della nostra penisola che possano veramente collegare il territorio;
  • realizzare una rete di treni notturni che possa garantire a tutti gli individui il fondamentale diritto alla mobilità. Così come avvenuto nel mondo delle aerolinee, che hanno portato turisti in angoli remoti del continente un tempo sconosciuti, un domani una rete di treni notturni potrebbe sortire lo stesso effetto.
  • Sovvenzionare il trasporto su ferro sia di persone che merci in modo tale da scoraggiare il trasporto su gomma e aereo soprattutto nelle tratte inferiori a 1500 km.

Volt propone quindi di:

  • Rendere operativo il principio della produzione di energia da fonti rinnovabili (FER) come attività di interesse pubblico prevalente, sempre riducendo al minimo i potenziali rischi per l’ambiente, introducendo la designazione di “aree particolarmente adatte (“go to areas”), per snellire la burocrazia e abbreviare le procedure di autorizzazione per l’installazione degli impianti sul territorio, la cui lentezza rappresenta oggi uno degli ostacoli più significativi alla diffusione delle fonti rinnovabili in Italia;
  • Assicurare che la transizione energetica avvenga nel rispetto dei più alti standard sociali e ambientali lungo tutta la filiera delle fonti rinnovabili impiegate, garantendo adeguati presidi di controllo applicando gli standard comunitari non solo all’interno dei confini europei ma anche alle materie prime, ai semilavorati e ai prodotti finiti importati da paesi extra-UE. 

Nello specifico, Volt propone di:

  • costituire a livello legalmente riconosciuto dei comitati per il monitoraggio delle emissioni inquinanti;
  • garantire trasparenza dei dati a partire dagli impianti esistenti, prima di poter ragionare sulla costruzione di nuovi impianti, attraverso la pubblicazione in tempo reale dei dati sulle emissioni;
  • istituire periodiche visite aperte al pubblico, perchè difficilmente si potrà avere fiducia di qualcosa che accade dietro un muro invalicabile;
  • Per i nuovi impianti, prevedere meccanismi per una partecipazione proattiva dei cittadini (ampliamento dell’istituzione del Dibattito pubblico, mutuato dall’ordinamento giuridico francese) fin dalle fasi preliminari, “pre-progettuali”, cioè quando il proponente dell’opera è ancora nelle condizioni di poter scegliere se e come realizzarla.

In questo ambito Volt ritiene urgente e necessario adottare misure decise e coraggiose che possano far fronte alla crisi idrica attraverso azioni mirate quali: 

  • Interventi di manutenzione e rinnovo della rete idrica finalizzati alla riparazione delle zone che al momento causano un perdita dell’acqua durante il suo trasporto; 
  • nel breve termine incentivare sistemi di recupero dell’acqua sia attraverso depurazione che accumulo dell’acqua piovana, sul lungo termine lavorare verso una trasformazione del sistema fognario che divida acque domestiche (grigie e nere) dalle acque reflue, con l’obiettivo di depurare/riutilizzare le seconde (per autolavaggi, innaffiare il verde pubblico, ecc.); 
  • Incentivi per la creazione di bacini idrici;
  • Incentivi sull’acquisto di elettrodomestici a basso consumo idrico;
  • inserimento di standard minimi obbligatori sul consumo idrico nell’ambito della costruzione di nuovi immobili (es. docce a basso consumo, aeratori dei rubinetti etc.);
  • Reintroduzione di corsi di educazione civica e informazione per diffondere abitudini positive anche nell’ambito domestico;
  • Riduzione e gestione dell’inquinamento dovuto agli scarichi industriali (anche semplicemente di acqua troppo calda) che può sterminare intere popolazioni fluviali. Allo stesso tempo l’utilizzo di pesticidi sempre più potenti (che permangono nel terreno e nelle falde acquifere) deve lasciar spazio a metodi a maggior valore aggiunto propri dell’agricoltura biologica.

In particolare occorre intervenire attraverso azioni mirate che includano: 

  • Azioni mirate al rallentamento della continua perdita di habitat dovuta al consumo di suolo che, soprattutto a causa dell’espansione urbanistica colpisce in modo particolare le zone costiere, attraverso un incremento nei monitoraggi delle attività e una misura degli impatti ambientali dei progetti che ne valuti anche l’impatto sull’habitat stesso; 
  • La prevenzione degli incendi boschivi che portano ogni anno a perdite di vite umane, distruzione di risorse naturali difficilmente sostituibili e costi enormi per lo Stato. In un contesto in cui il corpo della Guardia Forestale è stato depotenziato a seguito dell’accorpamento con l’Arma dei Carabinieri, una strada da percorrere è quella dell’aumento della struttura tecnologica devota alla prevenzione e all’individuazione immediata degli incendi tramite termocamere fisse o montate su droni, nonché un potenziamento delle squadre di soccorso e dei programmi di gestione del territorio che assicurino la riduzione del rischio di incendio attraverso azioni quale la creazione di corridoi di arresto delle fiamme;
  • Adottare azioni concrete mirate a contrastare in modo diretto lo scioglimento dei ghiacciai attraverso ad esempio il posizionamento dei cosiddetti teli geotessili;
  • Sviluppare sistemi artificiali che integrino quelli naturali nella loro funzione di accumulo e rilascio graduale dell’acqua. Nel secolo scorso questa funzione è stata, in montagna, svolta prevalentemente dai grandi e medi bacini idroelettrici. Sebbene la costruzione di nuove dighe e grandi impianti di questo genere (anche considerando l’impatto gravoso sull’ambiente della struttura in sé) non sia facilmente ipotizzabile né consigliabile, data l’attuale situazione di sfruttamento delle risorse idriche alpine e per l’impatto ambientale che questi comportano, la diffusione di piccoli impianti (il cosiddetto “mini-idroelettrico”) può aiutare a realizzare una rete distribuita di gestione delle acque che, oltre alla produzione di energia idroelettrica, parteciperebbe alla lotta al dissesto idrogeologico e agli incendi boschivi. 
  • investire nella gestione virtuosa delle foreste pubbliche, definendo strumenti che supportino ed incentivino le pratiche virtuose nella gestione privata ;
  • sulla linea di esempi virtuosi di altri Paesi, è necessario introdurre nel governo del territorio, strumenti di pianificazione forestale di dettaglio, a supporto di una gestione integrata e multifunzionale delle proprietà boschive pubbliche e private; 
  • diffusione della certificazione forestale, per una promozione della gestione forestale sostenibile anche in termini di comunicazione e riconoscimento nei confronti del grande pubblico.

Economia

Proponiamo quindi:

  • Presunzione legale del rapporto di subordinazione che intercorre tra il lavoratore (rider) e la piattaforma che attraverso l’uso degli algoritmi gestisce e assegna le consegne al rider. 
  • In accordo con la direttiva europea 2019/1152 sui diritti informativi dei lavoratori e con la recente proposta di direttiva sul lavoro su piattaforma, è necessario garantire equità e trasparenza nella gestione algoritmica delle condizioni di lavoro, affinché siano trasparenti ai lavoratori i meccanismi sulla base dei quali gli algoritmi prendono decisioni relative al loro lavoro.

Di seguito le nostre proposte:

  • Armonizzazione della legislazione applicabile e aggiornamento tra tutti i paesi UE delle regole per il remote working effettuato all’estero, come ad esempio attraverso la definizione di un sistema di tassazione suddivisa tra i due Paesi in questione per periodi di minimo 30 giorni lavorativi;
  • Equiparazione del lavoro a distanza nello Stato di residenza e in altri Stati UE, per favorire chi, come tanti Italiani e Italiane all’estero, desidera o ha necessità di lavorare per un periodo più o meno breve in uno stato UE diverso da quello di residenza.

Nello specifico si propone di:

  • Riformare completamente le tabelle degli estimi catastali utilizzando criteri più moderni per stabilire il valore intrinseco ed estrinseco degli immobili 
  • Effettuare la mappatura degli immobili in Italia: ovvero effettuare una ricognizione dall’alto di tutto il territorio italiano utilizzando le tecnologie più moderne come ad esempio: droni, rilevazioni satellitari, intelligenze artificiali, sistemi di analisi dei “big data” ecc. al fine di confrontarli con i dati presenti nelle mappe catastali. In questo modo sarà possibile far emergere sia le “case fantasma” ovvero gli immobili non registrati al Catasto fabbricati, sia quegli immobili che hanno subito profonde modificazioni rispetto alle loro caratteristiche originarie per cui la loro categoria catastale deve essere variata
  • Migliorare i processi di digitalizzazione del Catasto al fine di avere una banca dati sempre più efficiente che contenga le informazioni sugli immobili e sulle variazioni degli stessi per un duplice scopo: 
    • da una parte sarà più facile effettuare ogni certo numero di anni aggiornamenti periodici delle rendite catastali, in modo da evitare scostamenti pesanti tra le rendite catastali ed i valori di mercato.
    • dall’altra rendere il Catasto più smart prevedendo ed es.maggiore integrazione con altre banche dati (es. comunali) in modo sia da rendere più semplice il lavoro dei professionisti (architetti, geometri ecc.) sia da rendere più efficaci gli eventuali controlli catastali e fiscali sugli immobili (es. controllo su spettanza detrazione fiscale per bonus 110%) 
  • è pacifico che la realizzazione di nuove tariffe d’estimo allineate ai valori di mercato come indicato nel punto 1 porterebbero ad un aumento dei valori degli immobili e del prelievo fiscale. Motivo per il quale, si ritiene che contestualmente alla loro introduzione occorra applicare criteri di progressività per non colpire chi complessivamente possiede immobili dal valore più basso. In questo modo l’aumento della rendita catastale avrà prima di tutto un effetto di redistribuzione del carico fiscale più equo tra i proprietari immobiliari. 
  • Creare un codice identificativo univoco dell’immobile grazie ai dati identificativi catastali (foglio particella ecc.): in questo modo i contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi dovranno specificare tramite questo codice di quali immobili sono in possesso, invece di limitarsi a riprodurne le caratteristiche salienti. Così sarà più facile per l’Agenzia  delle Entrate effettuare controlli sulle proprietà immobiliari e sui relativi contratti di locazione
  • Ammettere un’unica esenzione IMU sulla prima casa per nucleo familiare: i coniugi che hanno la residenza in due abitazioni separate di cui ognuno è proprietario avrebbero diritto solo all’esenzione parziale al 50%. Questo allo scopo di combattere l’elusione dell’IMU.

Nello specifico, i contributi dovrebbero essere fiscalizzati seguendo uno dei seguenti 3 potenziali scenari:

  • Azzeramento dei contributi lavoratore under 25 e metà 26-30 (2,1 mld)
  • Azzeramento dei contributi datore under 25 e metà 26-30 (8,1 mld)
  • Dimezzamento dei contributi (lavoratore e datore) under 30 (7,4 mld)

Volt propone di:

  • portare gli investimenti pubblici all’3% del PIL; 
  • aumentare sensibilmente il numero di borse di ricerca per dottorandi e i relativi importi, in modo strutturale (rispetto a quanto già previsto dalle risorse a valere sul PNRR.

Volt Italia crede nel diritto ad un lavoro dignitoso e che permetta l’autorealizzazione, mettendo al centro la persona lavoratrice. Il mondo del lavoro – in costante e rapido sviluppo –  necessita di assicurazioni perché questo accada.

  • Nonostante in Italia esistano gli standard garantiti dalla contrattazione collettiva, ancora il 15% non è coperto da essi e le aziende lamentano che le cifre irrisorie dei contratti vengano addirittura superate da sussidi come il Reddito di Cittadinanza, il che è un indice di quanto le retribuzioni siano basse.
  • Inoltre, sono sempre più elevate le quote di lavoro precario comprendenti part-time, stagionali, interinali: lavoratori per i quali è già difficile organizzarsi e lottare per i contratti collettivi.
  • La diffusione del lavoro atipico, come quello di contratti di somministrazione, collaborazione eterorganizzata, finti self-employed, , rider e più in generale lavoratori su piattaforma, lavoratori in occupazione protetta, a richiesta, intermittenti ha ampliato ulteriormente l’ambito non coperto dai contratti collettivi e che deve essere tutelato dal salario minimo.
  • Secondo la più recente dottrina scientifica non risultano evidenze di una contrazione dell’occupazione nei paesi che hanno introdotto il salario minimo.
  • L’introduzione del salario minimo va accompagnata da un adeguato potenziamento degli organi ispettivi del Ministero del Lavoro.

Società e diritti

Volt quindi propone:

  • l’introduzione di un congedo di paternità obbligatorio di 5 settimane, indipendentemente dall’inquadramento contrattuale del neo-papà;
  • la creazione di un tesoretto di congedo di genitorialità di 150 giorni, pagato dallo Stato all’80% della retribuzione che possa essere usufruito da entrambe le parti.

Volt propone di: 

  • cancellare la clausola “salva idee”, esplicitando il reato di propaganda falsa, esagerata e tendenziosa (art.656 c.p.) su queste tematiche; 
  • rivolgere una maggiore attenzione verso la comunità asessuale, aromantica e non binaria, riconoscendo le “identità non normative”; 
  • rendere reato ogni tipo di attività riparativa, ancor più grave se con svolgimento abusivo di professione (art. 348 c.p.), volta a “curare” le persone LGBTIAQ+; 
  • esplicitare il collegamento con la legge Mancino ed estendere la legge a qualsiasi tipo di reato e violenza fisica e psicologica mossa da fobia e paura della diversità delle persone (introdurre lo status di ‘vittima vulnerabile’ nell’art. 90 quater c.p.p.);
  • introdurre un programma di educazione sessuale e affettiva con una strategia allineata a livello nazionale che includa, oltre a tematiche sanitarie e mediche, anche l’educazione alle differenze, alla sessualità e all’affettività;
  • rafforzare le misure di supporto alle donne in regime di violenza domestica e/o di staking;
  • riformare l’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali A Difesa delle Differenze, rendendolo più autonomo e meglio coordinato con le associazioni sul territorio, le Scuole, le Università e i Centri di Ricerca.

Con particolare focus sulle persone con disabilità per le quali riteniamo doveroso e fondamentale promuovere la piena integrazione delle nel tessuto sociale, proponiamo: 

  • La riduzione del monte orario lavorativo a parità di compenso e la promozione del lavoro telematico (ove possibile) in presenza di una patologia invalidante;
  • l’istituzione e il mantenimento di specifici centri di assistenza sessuale per persone con disabilità;
  • la revisione della legge 104/92;
  • il riconoscimento delle nuove forme di invalidità che ancora non fanno parte dei LEA (Livelli essenziali di assistenza), cioè delle prestazioni e dei servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini – ad esempio, la fibromialgia;
  • il miglioramento dei servizi offerti dai centri per l’impiego mirati alle persone con disabilità, focalizzandosi in modo particolare sulla formazione del personale;
  • investimenti mirati alla eliminazione graduale di barriere architettoniche e sensoriali nei luoghi pubblici ed in particolare nelle scuole e nelle università;

Vogliamo una sanità che in Italia dia forte priorità alla promozione di una vita sana, sia dal punto di vista fisico che mentale, fin dai primi anni di vita, tramite:

  • la creazione di progetti di promozione di stili di vita sani, progetti sia informativi che formativi, per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie;
  • l’accesso a mense scolastiche con pasti vari, completi e salutari; le mense delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie devono diventare un’occasione di educazione alimentare e non di mera nutrizione;
  • il potenziamento e una maggiore accessibilità ai consultori per un target più ampio di popolazione, che includa sia gli adulti che i ragazzi, soprattutto per quanto riguarda gli ambiti alimentare, di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e della contraccezione; 
  • il potenziamento dell’accesso su prenotazione tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0;
  • l’istituzione di una rete territoriale di equipe multidisciplinari per seguire il cittadino su temi di salute a 360°. Le equipe devono essere formate da varie figure professionali: da quelle classiche come i medici di base, i pediatri di libera scelta, e gli infermieri, e da figure innovative come gli psicologi di base e i tecnici di riabilitazione psichiatrica, per promuovere anche il benessere psichico del cittadino e ridurre significativamente lo stigma associato alle problematiche di salute mentale;
  • il riconoscimento maggiore del ruolo dei medici di medicina generale, facilitando l’accorpamento di più studi medici e l’accesso a nuove tecnologie e strumentazioni, come elettrocardiografi o ecografi, così da migliorare la gestione sul territorio delle patologie prevalenti nella popolazione e favorire una maggior aderenza terapeutica dei pazienti. Inoltre è necessario potenziare le procedure di assistenza domiciliare nelle patologie croniche per una miglior qualità di vita del paziente;

In particolare proponiamo:

  • la legalizzazione del possesso e della coltivazione della cannabis per uso privato e ricreativo (eliminare nello specifico i reati amministrativi)
  • il potenziamento dei presidi regionali per la fornitura di cannabis terapeutica (oggi sono circa 6 i distributori e 60 le farmacie in Italia che la forniscono) e l’apertura di un secondo hub di produzione oltre allo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, così da garantire che non ci siano ritardi nelle forniture (300 chili l’anno contro un fabbisogno di circa 1.400 chili da parte di 50.000 persone). 

Volt sostiene il diritto di ogni persona a terminare la propria vita qualora la malattia non curabile causi sofferenze refrattarie alle terapie e leda la dignità della persona.

Nel 2021 1,2 milioni di persone hanno firmato per un referendum che potesse rendere legale il ricorso all’eutanasia. Dopo che la Corte Costituzionale ha respinto il quesito tocca al  Parlamento assumersi la responsabilità di trasformare questa necessità in soluzione legislativa.

Volt si schiera a supporto dell’associazione Luca Coscioni che da numerosi anni si batte in questa lotta.

Volt propone di:

  • Seguire il modello della proposta di legge di iniziativa popolare “Ero straniero” depositata alla Camera e all’esame nella scorsa legislatura, che prevede, tra le altre cose, un permesso temporaneo per ricerca di lavoro e la reintroduzione del sistema dello sponsor;
  • Snellire le procedure per l’ottenimento delle Blue Card per attrarre lavoratori specializzati da paesi terzi;
  • La chiusura immediata dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), considerabili dei veri e propri centri di detenzione per stranieri ove gli stessi vengono trattenuti per il solo fatto di non essere in possesso di un titolo di soggiorno, senza che abbiano commesso alcun reato;
  • Alleviare la pressione sull’isola di Lampedusa, tramite un sistema di ridistribuzione dei migranti, che non li costringa a vivere per giorni in condizioni deplorevoli;
  • Definire un meccanismo efficace per l’assegnazione di un ”porto sicuro” alle navi di ricerca e salvataggio (SAR) delle ONG, sistema che è stato ridisegnato a causa della pandemia  e dismesso, a seguito del venir meno dell’emergenza da covid-19, ma non è stato ancora efficacemente sostituito. La conseguenza è che  le navi aspettano anche una decina di giorni con svariate centinaia di persone a bordo.
  • Interrompere l’accordo con la Libia. L’Italia si è resa complice di gravissime violazioni di diritti umani, finanziando la costruzione di lager in suolo libico, e armando la cd. “guardia costiera”, che esercita violenza arbitraria in modo sistematico.  
  • Chiedere la revoca dell’area di ricerca e salvataggio libica, in quanto non rispetta standard minimi di protezione dei diritti umani.
  • Promuovere, in sede europea, l’istituzione di una missione di ricerca e salvataggio.
  • Proporre, a livello UE, una modifica dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), che garantisca il rispetto dei diritti umani e l’accountability dei suoi ufficiali. 
  • Reintrodurre la protezione umanitaria, abolita dal Decreto Sicurezza di Salvini e non ancora ripristinata.
  • Il superamento del meccanismo stabilito nel cd. Regolamento di Dublino, che prevede, tra le altre cose, che debba essere il paese di primo ingresso irregolare, quello che deve farsi carico della domanda di asilo. Attualmente, è tra i testi di legge in fase di revisione a livello UE.
  • Creare delle vie legali e sicure di ingresso all’Italia: corridoi umanitari, o sistemi alternativi, che non costringano i migranti a percorrere tratte pericolosissime.
  • Creare un sistema di integrazione che desideri costruire una città equa, diversa e inclusiva. 

Volt propone di lavorare sui seguenti aspetti e temi:

  • Adozioni a coppie omogenitoriali e single
  • Superamento dell’obbligo di fedeltà
  • Introduzione del divorzio ultra breve per anche nel matrimonio in caso di separazione consensuale ed in assenza di minori. 

 

Volt vuole farsi portatrice di due proposte che permetterebbero davvero di abbattere barriere che ad oggi limitano molto la partecipazione democratica sia di nuove e/o piccole realtà politiche, sia di elettori ed elettrici fuori sede:

  • possibilita’ di raccogliere le firme per le liste elettorali attraverso l’identita’ digitale (SPID): i piccoli partiti non ancora presenti in parlamento hanno ad oggi poche possibilita’ di rappresentare un’opzione per gli elettori che si recano alle urne.
  • Voto postale a distanza entro i confini nazionali: come anche per gli elettori residenti all’estero e correttamente iscritti all’AIRE, ci impegniamo a difendere i circa 4,5 milioni di elettori che si trovano fuori sede per studio o per lavoro, spingendo per la realizzazione di un processo di voto postale a distanza.

Per creare un’Europa davvero unita è necessario ripensare anche alla struttura dell’educazione agevolando lo studio all’estero e il conseguente riconoscimento dei titoli di studio acquisiti. Volt vuole concentrarsi su delle priorità specifiche in questo ambito, in particolare:

  • Indire borse di studio sulla base del reddito ISEE per permettere a tutti e tutte di accedere a corsi di studio all’estero;
  • Rivedere i processi di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero per permettere alla persone di partecipare ai concorsi pubblici;
  • Semplificare la procedura di riconoscimento unificando l’iter accademico e legale;
  • Definire un piano di investimento per l’istituzione di un maggior numero di scuole europee che semplifichino l’inserimento degli studenti in contesti culturali diversi da quelli di provenienza;
  • Supportare le famiglie con figli e figlie in età scolare nell’inserimento scolastico, contribuendo all’inclusione e alla facilitazione soprattutto nelle fasi di scelta del percorso individuale attraverso specifici sportelli guida.

Sei d'accordo con le nostre proposte? Segui la nostra campagna e scopri come aiutarci iscrivendoti alla nostra newsletter!

Ti è piaciuto questo contenuto?

Condividi questa pagina con i tuoi contatti!

Torna su