Rosatellum: come funziona la legge elettorale in Italia? 

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Le Leggi Elettorali italiane, come avete notato, portano sempre nomi latini. Prima c’era il Matarellum, autore Sergio Matarella, il cui sistema elettorale è entrato in vigore dal 1993 al 2005; poi è arrivato il Porcellum, principale esponente di questa legge è stato Roberto Calderoli, disciplinando le elezioni in Italia negli anni 2006, 2008 e 2013. Per ultimo, il Porcellum è stato abrogato in favore della Legge elettorale italiana del 2017 meglio conosciuta come Rosatellum, che prende il suo nome da Ettore Rosato ed è l’attuale legge elettorale che disciplina l’elezione della Camera dei deputati e il Senato della Repubblica.

In tutto questo, sentiamo spesso parlare di uninominale, plurinominale, maggioritario, proporzionale ma in pratica… cosa dobbiamo fare e come funziona la legge elettorale in Italia? Scopriamolo insieme in questo post-blog. Se invece preferisci ascoltarlo, ti lascio qui sotto il link diretto al nostro podcast che lo spiega nel dettaglio

Come funziona la legge elettorale?

Il prossimo 25 settembre 2022 circa 40 milioni d’italiani andranno a votare. Dovranno eleggere 400 rappresentanti per la Camera dei deputati e 200 per il Senato della repubblica. In questo contesto, immaginiamo il percorso elettorale che farà quello che potrebbe essere un elettore ideale, che per questioni di comodità chiameremo Giulia. Che abbia 18 o 90 anni, il 25 settembre, la nostra elettrice Giulia riceverà 2 schede: una per la camera e un’altra per il senato. Queste schede sono strutturate in modo simile tra di loro.

Le schede che riceve Giulia saranno identiche a quelle che ricevono altre persone che abitano nel suo stesso condominio, nel suo quartiere e probabilmente tutte le persone residenti nella sua città. Nel caso delle regioni piccole la scheda è uguale per tutta la regione, poiché l’Istat ha diviso l’Italia in tante aree omogenee e ciascuno di questi territori si occupa di eleggere un sottoinsieme di parlamentari.

Una volta in cabina elettorale, Giulia vede il simbolo del partito Viola che ha sempre supportato. Accanto al simbolo c’è un piccolo elenco con i nomi delle persone candidate in quella lista (è per questo motivo che si parla di plurinominale). In questo modo, Giulia può esprimere il suo voto con una croce sul simbolo o sulla lista di candidature

La differenza tra proporzionale e maggioritario

Tali persone verranno elette in maniera proporzionale, cioè se in quell’area il partito Viola prenderà il 30% dei voti, guadagnerà circa il 30% dei seggi e saranno elette le persone in cima alla lista, quindi la scelta delle priorità tra i candidati non è a carico dell’elettrice (ovvero Giulia) ma bensì del leader del partito Viola.

Questo è uno dei punti più critici dell’attuale legge elettorale che ha dato vita a molte polemiche su come vengono compilate le liste. Questo punto che abbiamo appena spiegato si riferisce al proporzionale, che è uno dei componenti dell’attuale sistema elettorale. L’altro componente è il maggioritario, perché, giustamente, two gust is megl che one 🙂 

Giulia, nella sua scheda, osserva che ci sono degli altri nomi, scritti più grandi. Queste sono le cosiddette candidature per l’uninominale dove ogni partito sostiene una sola candidatura ma la stessa persona può essere sostenuta da più partiti, i quali, per poter fare ciò, hanno conformato una coalizione. Votando il partito Viola, il voto si estende automaticamente alla candidatura uninominale sostenuta dalla coalizione.

A differenza delle persone candidate nei collegi plurinominali, quelle candidate all’uninominale in una determinata zona si contendono un unico posto, quindi la persona candidata dal leader del partito Viola, che prende il 30%, viene  eletta se tutte le altre prendono meno; se anche una sola delle altre candidature prende il 30% più uno, non viene eletta. Questa è la componente maggioritaria: basta un voto in più per prendere tutto quindi è per questo motivo che sono favorite le candidature sostenute da più partiti. È evidente che il Rosatellum è un tipo di legge elettorale che premia le alleanza tra partiti. Questo vuol dire che i partiti che si presentano alle elezioni in coalizione hanno maggiori possibilità di occupare i seggi “maggioritari”  in Parlamento.

Voto plurinominale o uninominale?

Tornando da Giulia, lei può anche esprimere la preferenza per una tra i candidati delle varie coalizioni all’uninominale. In tal caso il voto si estende in proporzione ai partiti che la sostengono. Ciò che Giulia non può fare è il cosiddetto voto disgiunto ovvero votare sia per un determinato partito nel plurinominale che per una persona presentata all’uninominale da una coalizione di altri partiti.

Riassumendo: a chi esprime il proprio voto, basta una sola croce per indicare, al tempo stesso, sia la propria preferenza per una lista e i relativi candidati al plurinominale, sia l’unico candidato che la coalizione di turno candida all’uninominale. Nel primo caso, saranno elette con il sistema proporzionale, nel secondo caso col maggioritario. Basta una sola croce, ma è importante che Giulia capisca tutto il meccanismo che c’è dietro e che viene attivato con una semplice “X”.

Rosatellum: un compromesso (per adesso) necessario

Circa due terzi delle persone elette in ogni circoscrizione sono scelte con il sistema proporzionale, che normalmente garantisce rappresentatività anche ai partiti più piccoli. Il restante terzo di loro viene invece scelto tramite sistema maggioritario, il quale favorisce i partiti grandi e le coalizioni. 

Siamo di fronte a un compromesso. Ogni legge elettorale ha i suoi pro e i suoi contro. Non esiste la legge perfetta: non a caso ciascun paese ne ha una diversa che può anche cambiare nel tempo con la relativa facilità con cui si emana una legge ordinaria. Ma è bene ricordare sempre che anche il più semplice dei sistemi può produrre pessimi risultati.

Una legge elettorale può essere a volte migliore, a volte peggiore. Noi di Volt riteniamo che questa legge abbia dei difetti e sia penalizzante per i partiti che non fanno parte di coalizioni. Tuttavia è un importante strumento democratico e le elezioni sono il solo modo che abbiamo per cambiare in modo pacifico la Società riguardo i temi che ci stanno a cuore come i diritti, la giustizia sociale e l’ambiente. Per questo motivo noi di Volt ci presenteremo alle elezioni del 25 settembre sostenendo la lista PD – Italia democratica e progressista.

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